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studi, ricerche, progetti di interesse ambientale |
Sono in corso ulteriori studi di dettaglio dei rimanenti corsi d’acqua che permetteranno di completare la conoscenza di tali fasce relativamente all’intero reticolo idrografico principale. La metodologia utilizzata per gli aggiornamenti è basata sull’utilizzo del metodo VAPI, mediante il quale vengono determinate le portate al colmo di piena con assegnata probabilità di accadimento, rispetto alle quali è stata condotta un'analisi idraulica mediante l'applicazione di un modello idrodinamico per lo studio di correnti in moto stazionario. La perimetrazione delle aree inondabili è stata eseguita utilizzando i rilievi topografici delle sezioni, le ortofotocarte in scala 1:5000 ed i risultati delle simulazioni. Questi sono stati riportati sia in forma tabellare che grafica utilizzando, come supporto, le suddette ortofoto digitali. Lo studio è stato condotto considerando le condizioni di moto permanente relative alle massime portate di piena con tempi di ritorno rispettivamente di 30, 200 e 500 anni. I calcoli sono stati eseguiti considerando l'alveo a fondo fisso. Poiché è ben noto che gli alvei alluvionati si modificano al passaggio delle portate molto alte assumendo sezioni di ampiezza e profondità dipendenti dall’azione di modellamento della corrente, alla luce di ulteriori studi ed approfondimenti da condursi parallelamente sulla dinamica fluviale, sarà possibile perfezionare i risultati ottenuti e pervenire successivamente ad una più precisa stima delle aree a rischio di inondazione. La base topografica utilizzata per la valutazione della pericolosità idraulica consiste essenzialmente in: - rilievi topografici delle sezioni trasversali dell’asta principale
del fiume e delle relative strutture idrauliche e di attraversamento;
Attraverso l’acquisizione dei suddetti dati e di dati storici in bibliografia è stato inoltre effettuato uno studio sulla dinamica fluviale al fine di classificare i diversi tratti d’alveo (incisi in formazioni lapidee o in terreni fortemente coerenti, tronchi alluvionati e pedemontani e tronchi incassati di pianura), riconoscere le tendenze evolutive e definire l’assetto della rete idrografica prima e dopo gli interventi antropici.
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