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piani stralcio di bacino



Il Piano di Bacino (L. 183/89) è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d’uso finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo e alla corretta utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche e ambientali del territorio interessato.

Esso può essere redatto ed approvato anche per sottobacini o per stralci relativi a settori funzionali (L. 493/93).

  • Il PIANO STRALCIO PER LA DIFESA DAL RISCHIO IDROGEOLOGICO (PAI) rappresenta un primo stralcio di settore funzionale del Piano di Bacino.

    Il PAI costituisce il quadro di riferimento a cui devono adeguarsi e riferirsi tutti i provvedimenti autorizzativi e concessori. La valenza di Piano sovraordinato, rispetto a tutti i piani di settore, compresi i piani urbanistici, comporta quindi, nella gestione dello stesso, un'attenta attività di coordinamento e coinvolgimento degli enti operanti sul territorio.

    Le tematiche inerenti le inondazioni e i processi di instabilità dei versanti, sono contenuti rispettivamente nel Piano delle aree di versante e nel Piano delle fasce fluviali.


    Stralcio del Piano delle aree di versante


    Stralcio del Piano delle fasce fluviali

    La prima stesura del PAI risale al 2001. Successivamente nel periodo 2001-2009 è stato aggiornato 12 volte in funzione dello stato di realizzazione delle opere programmate e del variare della situazione morfologica ed ambientale dei luoghi ed in funzione degli studi conoscitivi intrapresi, secondo quanto previsto dall'articolo 25 delle norme di attuazione del piano stesso.

  • il PIANO STRALCIO DEL BILANCIO IDRICO E DEL DEFLUSSO MINIMO VITALE costituisce il secondo stralcio del Piano di Bacino, redatto dall'AdB della Basilicata in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente dell’Università degli Studi della Basilicata e con la Sogesid SpA e costituisce una tappa fondamentale ai fini della tutela quantitativa e qualitativa della risorsa “acqua”.
    Il piano è stato approvato il 17/10/2005 dal C.I.. Esso comprende:
    - la determinazione del Bilancio Idrico consistente nell'equazione di continuità tra le risorse idriche disponibili di un determinato bacino o sottobacino ed i fabbisogni documentati per i diversi usi.
    - la determinazione del Deflusso Minimo Vitale (DMV), inteso come la portata minima necessaria in ogni tratto omogeneo di corso d’acqua per garantire la salvaguardia delle caratteristiche del corpo idrico e delle acque nonché per mantenere le biocenosi tipiche delle condizioni naturali locali.