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adp sulle risorse idriche regioni basilicata, puglia e stato (ex art.17 l36/94)




COSTO DI PRODUZIONE DELL'ACQUA (TARIFFA ACQUA ALL'INGROSSO)

Uno dei punti cruciali dell’Accordo di Programma è sicuramente rappresentato dalla determinazione della tariffa dell’acqua all’ingrosso, ossia la determinazione dei costi dell’approvvigionamento primario, inteso coma sistema di opere per la derivazione, stoccaggio e vettoriamento della risorsa idrica da destinare ai diversi settori d’uso (potabile, irriguo, industriale).

Per la determinazione della tariffa delle risorse idriche condivise tra Puglia e Basilicata, il Comitato di Coordinamento dell’accordo ha tenuto conto dei seguenti principi, ripresi successivamente dalla Direttiva Comunitaria 2000/60: 1) le politiche dei prezzi dell’acqua devono incentivare gli utenti ad usare le risorse idriche in modo efficiente, contribuendo in tal modo agli obiettivi di tutela integrata delle risorse idriche; 2) il recupero dei costi di servizio a carico dei vari settori di impiego dell’acqua; 3) il recupero dei costi degli squilibri ambientali derivanti dall’uso della risorsa idrica.

I criteri per la determinazione di tali costi, enunciati dall’Accordo di Programma e stabiliti nel maggio 2004 dal Comitato di Coordinamento dell’Accordo di Programma, sono riferibili a:
1. costi industriali per la gestione e la manutenzione straordinaria delle infrastrutture idrauliche, facenti capo al soggetto gestore del servizio;
2. costi legati ad esigenze di pubblico interesse, tra cui:
- costi ambientali diretti (finalizzati alla realizzazione di: interventi idraulico-forestali per la tutela del rischio idrogeologico e per il mantenimento antierosivo del suolo al fine di contrastare l’interrimento degli invasi; impianti di depurazione; interventi per il monitoraggio quali-quantitativo della risorsa idrica);
- costi ambientali indiretti (finalizzati alla realizzazione di interventi idraulici a valle degli invasi e di interventi di protezione del litorale per l’arretramento della costa dovuta ai minori trasporti solidi a mare);
- costi energetici (costi per il sollevamento; valore economico delle perdite potenziali di produzione dell’energia elettrica risultante da un uso alternativo della risorsa invasata nel serbatoio);
- costo legato al valore della risorsa inteso come fattore di riequilibrio territoriale fra zone che “producono” la risorsa e zone in cui la stessa viene utilizzata. Per la determinazione di questi costi è stato costituito, cosi come stabilito dall’Accordo di Programma un gruppo di lavoro composto da tecnici designati dalle Amministrazioni firmatarie dell’Accordo.
Nel maggio 2004 il Comitato di Coordinamento per l’attuazione dell’accordo, sulla base delle risultanze delle attività svolte da tale gruppo, è pervenuto ad un atto di intesa fra la Regione Basilicata e la Regione Puglia con cui è stato approvato un modello provvisorio che prevede una tariffa sperimentale e forfetaria di €/mc 0,055 per gli anni 2003 e 2004 e di €/mc 0,075 per l’anno 2005, con la quale sostenere anche un programma di interventi di natura pubblica per il riequilibrio ambientale; tali costi sono stati definiti al netto dei costi industriali.
Nel gennaio 2006 il Comitato ha stabilito la tariffa dell’acqua all’ingrosso per l’anno 2006 pari a 0,0763 €/mc, al netto dei costi industriali.