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adp sulle risorse idriche regioni basilicata, puglia e stato (ex art.17 l36/94)




I CONTENUTI INNOVATIVI DELL'ACCORDO

L’Accordo di Programma tra le Regioni Basilicata e Puglia ha trovato fondamenta nel quadro normativo nazionale vigente in materia di risorse idriche all’epoca della sottoscrizione (R.D. 1775/1933, L.183/89, L. 36/94, D.Lgs. 152/99), nonché nel sistema di ripartizioni di competenze in materia di risorse idriche introdotto dal Decreto legislativo 112/98, che delegava alle Regioni ed agli enti locali le funzioni amministrative inerenti la gestione dei beni del demanio idrico (artt. 86 e 89).
Tuttavia l’AdP risulta particolarmente innovativo in quanto anticipa e sperimenta alcuni elementi cardine della Direttiva Comunitaria 2000/60, approvata successivamente alla data di sottoscrizione dell’Accordo, che ha istituito un quadro di riferimento per l’azione comunitaria in materia di acque, fissando i principi generali per l’organizzazione e gestione delle risorse idriche negli Stati Membri.

L’Accordo infatti:
- si fonda sul principio, affermato a livello nazionale e comunitario, che la politica ambientale in materia di acque deve incentrarsi sulle acque nella forma in cui esse naturalmente attraversano i bacini idrografici per sfociare al mare, tenendo conto delle naturali interazioni delle acque superficiali e sotterranee. Ne discende che tutte le misure adottate per realizzare gli obiettivi ambientali, di protezione ed impiego sostenibile della risorsa idrica, siano coordinate tra loro e che le loro ripercussioni siano gestite e controllate all’interno di ciascun bacino idrografico;
- applica il concetto di valutazione economica dell’acqua ai fini del recupero dei costi del servizio, del recupero di risorse finanziarie per far fronte alle problematiche ambientali connesse alla realizzazione di sistemi di infrastrutture idriche;
- fonda le attività di pianificazione e gestione delle risorse idriche condivise sulla conoscenza, anch’essa condivisa, del sistema fisico, sulla ricerca e sperimentazione di metodi condivisi per la valutazione del bilancio idrico, dei fabbisogni per i diversi usi, per la definizione della tariffa dell’acqua all’ingrosso mediante il coinvolgimento delle università regionali operanti sul territorio. In tal modo si è dato inizio ad un sistema di confronto, di scambio e di integrazione delle conoscenze tra regioni dell’Italia meridionale e si è venuta a creare una sinergia di azione tra i soggetti responsabili del governo del territorio e delle sue risorse e i centri di ricerca e le università presenti sul territorio. La positività di tale aspetto è duplice: da una parte le università e i centri di ricerca locali hanno la possibilità di rendere applicativi i risultati delle loro ricerche sul territorio, creando nel contempo figure professionali specializzate nei problemi inerenti la gestione delle risorse idriche, dall’altro le strutture di governo del territorio possono rendere i sistemi di pianificazione e gestione territoriali compatibili con le realtà fisiche ed ambientali.
Elemento di forza dell’Accordo di Programma è inoltre la individuazione dell’Autorità di Governo, organo responsabile dell’attuazione della concertazione tra le regioni e tra regioni-stato allo scopo di pervenire ad una scelta condivisa dei sistemi di pianificazione e gestione della risorsa idrica, assicurando in tal modo l’individuazione di sistemi d’uso delle risorse idriche compatibili e condivisi con le caratteristiche dell’ambiente ed in linea con le necessità di sviluppo socio-economico dei territori interessati. L’azione di concertazione tra le regioni che avviene in seno all’Autorità di Governo ha avuto risvolti positivi soprattutto in merito alla pianificazione degli interventi riguardanti il sistema di infrastrutture idrauliche, in particolare nel corso di periodi di crisi idrica (gestione dell’emergenza idrica in Basilicata e Puglia nel periodo 2001-2004). Altro elemento di forza dell’AdP è la riorganizzazione degli enti competenti in materia di pianificazione e gestione delle risorse idriche (Autorità di Bacino e Gestori) coerentemente con i principi della Direttiva 2000/60, giungendo ad una semplificazione di tali sistemi e rendendo maggiormente efficiente ed efficace la loro attività sul territorio.

Secondo quanto previsto nell’Accordo sono infatti state istituite l’Autorità di Bacino della Basilicata (L.della Regione Basilicata n.2/2001) e l’Autorità di Bacino della Puglia (L.della Regione Puglia n.19/2002), anticipando il sistema di individuazione dei distretti idrografici introdotti dalla Direttiva 2000/60, in quanto ad ognuna delle nuove Autorità di Bacino sono stati attribuiti ambiti territoriali derivanti dall’accorpamento di più bacini idrografici, omogenei per caratteristiche fisiche, ambientali e socioeconomiche, compatibilmente con l’assetto del sistema delle infrastrutture idrauliche.

La riorganizzazione dei soggetti gestori del sistema di approvvigionamento idrico conseguente all’Accordo di Programma ha portato alla creazione in Basilicata di Acqua SpA, società a capitale pubblico per la gestione e per l'approvvigionamento idrico primario.