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adp sulle risorse idriche regioni basilicata, puglia e stato (ex art.17 l36/94) |
Il 5 agosto 1999 la Regione Basilicata, la Regione Puglia, il Ministero
dei Lavori Pubblici (ora Infrastrutture), hanno sottoscritto, ai sensi
dell’art. 17 della L. 36/1994, un Accordo di Programma finalizzato
alla regolamentazione dei processi di pianificazione e gestione delle
risorse idriche condivise tra le regioni Basilicata e Puglia. L’art. 17 della L. 36/94, avente ad oggetto Disposizioni in materia di risorse idriche, prevede che ai fini della pianificazione dell’utilizzo delle risorse idriche, laddove il fabbisogno comporti il trasferimento di acqua tra regioni diverse e ciò travalichi i comprensori di riferimento dei bacini idrici, possano stipularsi accordi di programma per assicurare il raggiungimento di un’intesa tra le diverse amministrazioni interessate al programma di trasferimento dell'acqua. L’Accordo riveste una importanza strategica per le attività di pianificazione di competenza dell’AdB ed ha costituito un essenziale riferimento per la elaborazione del secondo stralcio tematico del piano di bacino: il Piano del bilancio idrico e del deflusso minimo vitale (PSBI), approvato nell’ottobre 2005, pubblicato con il 6° volume della Collana Editoriale di Studi e Ricerche. L’AdP sottoscritto nel 1999 rappresenta la prima organica e ad oggi unica forma di federalismo solidale, per l’uso di un bene tanto limitato e prezioso e rappresenta uno strumento istituzionale di grande forza innovatrice in quanto pone alla base della politica “idrica” dell’Italia meridionale lo strumento della concertazione tra Regioni, superando l’anacronistica ed iniqua scissione tra regioni ricche in risorse idriche e regioni a scarsa disponibilità di risorse ma con alti fabbisogni, stabilendo nuove forme di remunerazione dei costi e di compensazione ambientale. Grazie all’Accordo di Programma sono stati composti vecchi conflitti e antiche incomprensioni, e con la definizione della tariffa dell’acqua all’ingrosso, è stato finalmente stabilito un criterio per la condivisione, tra le regioni interessate, dei costi da sostenere per raccogliere l’acqua, distribuirla e conservarla a beneficio delle future generazioni. Con i proventi tariffari è stato possibile dar corso ad interventi di manutenzione e conservazione ambientale del territorio, sostenere le spese energetiche necessarie per cedere le acque alle regioni vicine, ed è stato possibile effettuare interventi di riequilibrio territoriale a favore dei territori e delle comunità che sostengono il peso dell’approvvigionamento idrico ed ai quali sono state sottratte consistenti porzioni di territorio per consentire lo stoccaggio ed il vettoriamento delle acque.
SISTEMA DELLE INFRASTRUTTURE IDRICHE PRIMARIE |
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